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Gondra: intervista all'autrice Rossana Condoleo

"Gondra" è l'ultimo libro di Rossana Condoleo e con grande piacere, grazie a questa intervista, abbiamo avuto l'opportunità di porre svariate domande all'autrice.


In questa chiacchierata, che riportiamo fedelmente senza tagli o aggiustamenti, abbiamo cercato di capire cosa si nasconde dietro l'atmosfera misteriosa del libro e della sua protagonista arrivando, di riflesso, a capire meglio la scrittrice.


Il risultato lo giudicherete voi. Buona lettura.

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Buongiorno Rossana, grazie per aver accettato questa intervista. Partiamo subito da una domanda facile: chi è Gondra?

Buongiorno e grazie a te per l’interesse e lo spazio! Gondra, la protagonista dell’omonimo Romanzo, è una donna di trent’anni, in carriera, tecnicamente single, ma il suo cuore insiste a battere da anni solo per l’uomo che ritiene essere la sua anima gemella; questo all’inizio della storia. Nella vita Gondra procede a passi doppi verso il futuro e sembra passar sopra a drammi familiari, flirt e sacrifici personali come un bulldozer. È socia fondatrice di un promettente studio di consulenza aziendale e tributaria. È attraente e potrebbe avere qualsiasi uomo ai suoi piedi, eppure non ha un piano sul come essere sentimentalmente appagata e felice. Gondra è il centro di un microcosmo di personaggi, relazioni familiari - d’amore - d’amicizia - lavorative che attirano il lettore nella girandola dell’assolutamente ordinario e straordinario, controversi ed emozionanti come la vita contemporanea. Chi è davvero Gondra, come sente, cosa nasconde ancora il suo passato, chi la terrorizza e chi sceglierà tra le quattro figure maschili (di cui nel romanzo si svelano gli intrecci ed i trascorsi) il lettore lo scoprirà solo leggendo.


Quante altre "Gondra" esistono? Per sviluppare questo personaggio hai condotto delle ricerche oppure è tutto frutto della tua fantasia?

Una sola, ovviamente! Partendo dall’idea/soggetto del romanzo, mi è apparsa esattamente come l’ho ritratta all’inizio del libro: sul suo divano, in quieto smarrimento, intenta a guardare un vecchio film, mentre parte il weekend e tutti si danno un gran da fare per uscire e fare baldoria. La fantasia o ispirazione dell’artista è inesauribile, poiché è una qualità propria della categoria (il creativo per eccellenza). Che abbia visto e letto tanto e conosciuto tantissima gente nella vita (come me), o che sia rimasto sempre rinchiuso in una camera di un’isolata fattoria dell’Ohio, lo scrittore ha una vita interiore ricca ed incessante, così come un collegamento diretto con l’universo e la memoria collettiva. Autori, registi e attori sono persone solitamente interessate a conoscere gli uomini, li capiscono, e fanno collezioni di tipologie umane. Io mi interesso anche e da sempre di psicologia e sono life-coach (non certificata perché non mi piace allinearmi ad una Scuola). Ho alle spalle una formazione di scrittura creativa; ho tradotto oltre settanta film e telefilm e frequentato un corso di sceneggiatura (ma non ho mai cercato sbocchi o lavoro in quel senso); uno dei Prof era il premio Oscar Vincenzo Cerami. Tutto questo aiuta nell’arte di definire i contorni di un personaggio, perché sia unico, credibile e coerente nell’arco della narrazione, anche quando va incontro ai cambiamenti inflitti dalla vita. A Gondra ho conferito la forza, perseveranza e creatività nel risolvere problemi che mi appartengono e sono tipici degli eroi della quotidianità. Io vedo scene e personaggi come in un film mentre scrivo o, meglio, trascrivo quel che vedo. La mia regia, ovvero il plot dentro il quale i personaggi si muovono, dà loro molto spazio e aria per svilupparsi oltre le mie aspettative e sorprendere anche me. Loro prendono vita e diventano reali, tangibili, visibili e molto spesso autonomi, per questo a volte mi emoziono fino alle lacrime scrivendo alcune scene. Alla fine è come se io ed i miei personaggi facessimo un lavoro di squadra.


Ultima curiosità sul tuo ultimo soggetto: perché hai scelto di chiamarla "Gondra" e non con un nome più convenzionale?

Quando ho aperto il foglio di Word per iniziare il romanzo partendo dall’idea - non avevo ancora steso il plot - le mie dita hanno “automaticamente” digitato questo nome al centro della pagina, che quindi si imponeva come titolo. È stata la prima parola che ho scritto, e non avevo idea di come mi fosse venuta in mente. Ho dovuto fare una ricerca su Internet per averne la certezza che esistesse. Questo evento strano e davvero singolare mi ha portato a mantenere titolo e nome della protagonista, pur essendo il primo assolutamente non commerciale.


Scrivi indifferentemente in 3 lingue (Italiano, Inglese e Tedesco): qual è la tua storia?

Glisso sempre sulle domande di carattere privato. Quello che scrivo trovo sia più importante di una bio che personalmente ho il torto di non riuscire a sintetizzare in poche righe. È qualcosa a cui devo lavorare o dar da fare a terzi, ed a quel punto lo farò su tutti i mezzi disponibili, a partire da Wikipedia. In più non desidero raccontarmi; sono molto privata, del tutto priva di egocentrismo ed odio fare selfie... una grossa pecca per uno scrittore! Mi sento italiana, europea e cittadina del mondo. Ho un diploma di laurea in interpretariato e traduzione (numerose specializzazioni di cui una biennale), perché connettere le persone o dar loro la possibilità di capire, era una missione oltre che un modo per capire ed esplorare, volare io stessa. Ho girato e vivo all’estero dal 2002, mio malgrado dal 2012 – una specie di esilio coatto dovuto al divorzio con un Tedesco con il quale condivido una figlia.


A proposito di divorzio, con "Happy Divorce" hai dato speranza a chi deve (o dovrebbe) intraprendere questo tortuoso percorso. Hai mai pensato alla stesura di un "Happy Wedding"?

No. L’Happy Wedding è tutto ciò che ho fatto come moglie e che funzionerebbe sicuramente con qualsiasi partner illuminato. Come ho scritto nell’introduzione di “Happy Divorce”, il matrimonio, come qualsiasi unione di fatto, è condivisione anche degli scopi della relazione, come da statuto di una società. Un’unione è un bene che ti appartiene solo a metà. Non bastano i buoni propositi, l’impegno, l’amore, il rispetto, il sacrificio, la lealtà di uno solo dei due partner... l’unione diventa disfunzionale ed alla lunga fallisce se uno dei partner è o diventa deficitario, continua a non impegnarsi ed in più provoca danni continui alla struttura. A questo proposito ho dato qualche dritta in “If you want you can fly” su come diventare e trovare un buon partner. Ma mi fermo qui.

Chi sono principalmente i tuoi lettori? Quale nicchia di pubblico attrai più facilmente?

Molto ma molto vari (persino entrambi i sessi in egual misura), ovvero di ogni tipologia ed età tra i 25 ed i 60 anni, per i libri motivazionali! Spesso comprano i miei libri perché hanno sentito parlarne bene, e molti non erano affatto nel target. Per esempio i libri per separandi/divorziandi e single con figli li hanno letti anche tanti che non sono tali perché la maggior parte delle cose che ho scritto lì dentro sono utili a chi si interessa di sviluppo e crescita personale o a chi occorre aiuto in momenti molto sensibili della propria vita o di quella di persone a loro vicine o care. Ho avuto centinaia di feedback positivi e ricevuto tantissimi ringraziamenti personali. Io scrivo di come raggiungere uno stato di felicità interiore quasi permanente, e questo è un desiderio di tutti. La mia raccolta di poesie, Porosità, invece è un fallimento. Pochissime copie vendute e pochissimo feedback, ma capisco che il genere interessi negli ultimi anni meno che mai, anche perché in rete di poesie ne circolano a migliaia gratis. Poi abbiamo la marcata divisione di generi in cui si colloca un romanzo. Chi ha accolto meno bene Gondra consuma esclusivamente romanzi rosa dell’ultimissima generazione (dal linguaggio sempre provocatorio ed esplicito), nonostante l’impostazione ricordi il classico romanzo rosa ed il thriller romantico. La narrativa contemporanea dà un tetto ad innumerevoli sottogeneri ai quali Gondra potrebbe a buon diritto ancora appartenere – anche romanzo psicologico, romanzo sulla vita familiare. Alla luce dei riscontri fin qui arrivatami, i miei lettori più soddisfatti sono consumatori di narrativa contemporanea. Anch’io ho sempre letto quasi esclusivamente narrativa letteraria e contemporanea e ne sono felice! Dai grafici delle pagine lette via Kindle Unlimited, ho notato che Gondra viene letteralmente “aspirato” dai lettori, ovvero letto in uno o due giorni al massimo, salvo rarissime eccezioni e questo significa che prende, che piace, che la lettura tiene il ritmo e la tensione fino alla fine. Sono state distribuite parecchie centinaia di copie, ma sono poche le recensioni/i voti ufficiali. Vorrei che i lettori capissero quanto sia importante lasciare la propria opinione o anche solo le stelle, senza che lo scrittore debba fare la questua delle recensioni porta a porta o abitare/vivere costantemente sui social. Io non faccio entrambe le cose... un problema!


Stai scrivendo qualcosa di nuovo? Se si vuoi darci qualche anticipazione?

No, ma accanto alla speranza che Gondra ed il suo mondo piacciano tanto da poter continuare a raccontarsi in una o più sequel, magari anche attraverso una fiction (senza ROI niente sequel 😊) c’è l’idea di una raccolta strettamente tematica di racconti di vita realmente vissuta e raccontata dai protagonisti. Mi attrae molto però l’idea di un romanzo tutto nuovo... del foglio bianco da popolare con nuove storie e personaggi.


Hai dei rimpianti per quanto riguarda la tua carriera da scrittrice?

Non aver iniziato prima a pubblicare – a scrivere ho cominciato a tredici anni con le poesie e poi con brevi racconti. Esiste anche un romanzo dalla trama molto originale ed interessante, ma lasciato incompiuto molti anni fa per mancanza di tempo e fuoco e poi perché quando lasci un progetto in sospeso troppo tempo alla fine non ti ci riconosci più.


Cosa fai quando non scrivi?

Lavoro, o sono in cerca di lavoro (nelle Risorse Umane) come in questo preciso momento che il Covid-19 ha reso difficile per tutti. Il mio mantra è: “io amo, esploro, imparo”. Mi piace informarmi di attualità e innovazione, tecnologia, scienza, economia, medicina, psicologia, astrologia, nuovi programmi per PC/Reti. Sono iscritta all’ufficio imposte come scrittrice ed all’albo degli Editori ed anche quando non scrivo devo occuparmi di burocrazia ed una serie infinita di cose che hanno a che fare con il campo editoriale; aggiornamento sito web e pubblicazioni esistenti (dal web mastering alla grafica), la scrittura di articoli, la distribuzione, il re-editing, il re-rendering perché cambiano gli standard digitali purtroppo non universali, campagne di marketing, la comunicazione, cose spesso noiose che richiedono tempo e competenze attuali di vario genere. Mi occupo di mia figlia, Camilla Johanna Teresa, che ha quasi quattordici anni e non desidera affatto che mi occupi di lei, perché in piena adolescenza e fase di autoaffermazione. In casa mia mi occupo da sola di risolvere problemi triviali come riparare il Water o riparare/preparare l’auto per la revisione al TÜV (superata anche quest’anno), montare o smontare mobili, biciclette & co. Ho una meravigliosa gatta Maine Coon e degli altrettanto stupendi gamberetti e mini-pesci (creo micro-mondi con muschio acquatico). Adoro passeggiare nella natura, vivo nel centro storico e da tempo non ho più un giardino, ma ho il pollice verde e le piante mi sorridono. Mi piacerebbe viaggiare di più di quanto non faccia, ma vivere lontano dalla famiglia d’origine significa rinunciare spesso ad una grossa fetta di ferie per riuscire a riunirsi – causa Covid-19 e Gruppi a Rischio non vedo i miei da quattordici mesi. Mi piace preparare cose buone e sperimentare in cucina, però sono anche una fervente sostenitrice del Microonde Combi, delle Schnitzel (cotolette di maiale) e della pizza surgelata. Ci sono troppe cose che non faccio più perché non si possono fare, come suonare per esempio o cantare (nel mio condominio non si può da contratto), o passare una giornata alle terme, ed altre cadute totalmente in disuso, che vorrei riprendere non appena possibile, specialmente andare a sciare.


Qual è il tuo libro preferito?

Ce ne sono tanti, troppi e nessuno in particolare tra quelli letti negli ultimi anni. Ma posso citare un libro che, senza grosse pretese letterarie nonostante fosse un bestseller, mi ha lasciato un segno a sedici anni: “Una vera donna”, di Barbara Taylor Bradford. Mi ha aperto al mondo delle Possibilità. Partendo dalla vendita di confetture fatte in casa, la protagonista ha costruito un impero ed una dinastia. Da quel libro in poi non sono più riuscita a pensare in piccolo.


Che regalo ti aspetti per Natale?

Ho navigato a lungo su RegaloSuper.com, e lo trovo la perfetta soluzione per chi non ha idee, tempo o voglia di preoccuparsi di cosa regalare agli altri o anche semplicemente a sé stessi (autogratificazione). Interessantissimo il servizio di consulenza gratuito, come anche la selezione secondo la persona, il tema ed il budget! Mi piacerebbe ricevere in regalo lo spazzolino da denti elettrico. Il mio ha appena esalato l’ultimo respiro! Anche una crema anti-età, da notte o da giorno sarebbe un regalo graditissimo perché quelle buone costano molto, ma non deve contenere profumi.


Grazie mille Rossana.

Ancora mille grazie per la bellissima intervista e BUONE FESTE alla redazione ed a chi mi ha letta sin qui!

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Per chi volesse approfondire la storia e le opere di Rossana Condoleo vi segnaliamo questi link essenziali:

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