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La Via Eterea: intervista all'autore Stefan Tomasi

É con grande piacere per noi pubblicare questa intervista realizzata con Stefan Tomasi, autore di La Via Eterea: Frammenti di Note Celesti (in inglese: The Ethereal Road: A Soul-itary Tale).


Un'intervista a 360 gradi che spazia dal contenuto dell'opera fino alla personalità dell'autore. Buona lettura se vi va!

Ti va di raccontarci come nasce "La Via Eterea" e quanto hai impiegato a scrivere questa storia?

Con molto piacere. La Via Eterea è in realtà l'edizione italiana de The Ethereal Road: A Soul-itary Tale. La storia è stata concepita in inglese dato che vivo negli Stati Uniti da oltre 20 anni. Ho iniziato a scriverla circa 5-6 anni fa, ma ho dovuto interrompere a causa di una proposta di lavoro che mi ha portato in Cina con la mia famiglia. Al mio ritorno, ho ripreso ad elaborare il concetto fino al suo completamento nell'estate del 2020. "La Via Eterea: Frammenti di Note Celesti", è ispirata da una storia vera ed è imperniata sul senso più assoluto della fede, quello nella propria coscienza individuale, e non nella religione. Si sviluppa intorno al dilemma esistenziale del "destino precostituito," opposto al "libero arbitrio". È un racconto sulla redenzione, sulla trascendenza dell'amore eterno, e sul potere illimitato della rinascita della propria consapevolezza, come agenti trionfanti del Bene sul Male. Questa storia ha un'importanza particolarmente rilevante in un momento storico di confusione spirituale senza precedenti. Si potrebbe sicuramente dire che è un racconto di Spiritualità Universale.


Giulio Monaldi, personaggio del tuo libro ha una "vita pressoché perfetta". Cosa significa al giorno d'oggi avere una "vita perfetta"?

Ottima domanda. Premetto che la perfezione a mio parere è sempre soggettiva, perché dipende direttamente dalle priorità e dai desideri di ognuno di noi. Nel contesto di Giulio, il carattere principale del libro, si riferisce alla percezione generale di chi lo conosce: una vita agiata, un bell'aspetto, un lavoro appagante, una famiglia che lo ama, e tanti amici che lo apprezzano, lo stimano e gli vogliono bene.


Il libro è disponibile anche in lingua inglese. Quale delle due versioni consiglieresti a chi legge indifferentemente in entrambe le lingue?

Fantastica domanda! La risposta veloce è... che non saprei proprio cosa consigliare. Potremmo sicuramente dibattere per giornate intere sulla difficoltà di traduzione delle opere letterarie; ovviamente non è solo una questione, sintattica, linguistica, etimologica, o onomatopeica, ma dipende dall'abilità del traduttore di potersi "allineare in pieno" con l'intelletto, l'anima, e l'intento creativo originale dell'autore. Questo è possibile solamente se si conosce l'autore/autrice a fondo. Non tutti vi riescono bene, a mio parere; ho trovato io stesso differenze radicali nei contenuti di libri letti in lingua originale e in italiano. L'inglese è l'italiano sono incredibilmente diverse e a volte non è sinceramente possibile generare nel lettore le stesse identiche emozioni in entrambe le lingue. La premessa generale è che il lettore le conosca perfettamente e profondamente, in maniera tale da poterne apprezzare ogni sfumatura e la ricchezza emotiva che ognuna delle due lingue offre nel proprio contesto.


Quali sono i tuoi trucchi per promuovere il libro? hai dei consigli per chi ha un libro da pubblicare ma non sa come muoversi per dargli visibilità?

Una casa editrice o un agente letterario offre ovviamente la massima visibilità e promozione. Nel caso un autore avesse pubblicato da solo, consiglio di partecipare attivamente nei social media, specializzando la ricerca ed il target verso coloro che sono interessati al genere dell'autore. Interviste e podcast sono sicuramente consigliate.


Cosa ne pensi di quei corsi che promettono di farti sfondare con il self-publishing magari ricorrendo a trucchi quali acquisto di recensioni e/o acquisto di copie fittizie nei primissimi giorni dopo la pubblicazione?

Consiglio vivamente di starne alla larga, a meno che un autore abbia soldi da investire senza curarsi dei risultati, con il rischio di ritrovarsi uno scatolone di libri in cantina da regalare agli amici. In inglese si chiamano "vanity presses".


Si può essere spirituali senza essere religiosi o viceversa?

Senza alcun dubbio. Le due cose possono essere complementari, ovviamente, ma non è necessario essere religiosi per essere spirituali. La religione può essere d'aiuto perché offre una struttura educativa di supporto, ma diventa deleteria quando impone limiti e regole che impediscono lo sviluppo della coscienza individuale.


Cosa significa per te l'empatia?

Significa connettersi profondamente e spiritualmente con un altro individuo e poterne apprezzare sia le gioie che le sofferenze, in maniera incondizionata. E' una scelta molto potente ed appagante per tutti, così come lo è la compassione. Raccomando vivamente entrambe, ogni giorno, con tutti. Vivremmo sicuramente in un mondo migliore.


Passiamo a temi più "leggeri": qual è il libro che come autore invidi di più? Quello che nelle tue fantasie avresti voluto scrivere tu?

Ce ne sono molti, ma ne ricordo più volentieri due letti in gioventù. Siddhartha (Hesse) e L'Alchimista (Coelho). Il mio rammarico più profondo però, per ricollegarsi a una delle domande precedenti, è di non essere in grado di leggerle in lingua originale per poterle apprezzare in pieno.

Tu vivi con la tua famiglia negli Stati Uniti. Qual è l'aspetto migliore e qual è l'aspetto peggiore se paragoni la tua routine con lo stile di vita italiano?

Vivo in una zona periferica del Midwest, piena di ampi spazi verdi, e apprezzo molto la libertà, il silenzio, l'aria pulita e la tranquillità, rispetto alle grandi città negli USA. Ovviamente dell'Italia mi manca praticamente tutto: gli affetti, la vita sociale, il buon cibo, la storia e le tradizioni. Non mi mancano tantissimo il caos, l'inquinamento e la disorganizzazione chiaramente, ma vengo in Italia ogni anno appena posso perché è sicuramente un posto raro nell'universo intero.


Come passi il tuo tempo quando non ti diletti con la lettura o la scrittura?

Lavoro a tempo pieno come Project Manager in una multinazionale e ho una moglie, un figlio di sedici anni, e due cani. Purtroppo non ho moltissimo tempo per altre cose ad essere sincero. Camminiamo spesso e facciamo esercizio per mantenersi in forma, aspettando il nostro prossimo viaggio in Italia.


LibriNuovi è uno spin-off di RegaloSuper.com quindi perdonaci la digressione consumista ma: qual è il regalo che ti piacerebbe ricevere e che hai sempre avuto paura di chiedere?

Questa, come si dice da queste parti, è una domanda da un milione di dollari. Vorrei che potesse essere garantita a chiunque l'opportunità e la libertà di inseguire e raggiungere i propri sogni. L'avete forse nel Vostro catalogo? :)


Non ancora! Grazie mille per aver accettato questa intervista e siamo molto contenti di averti conosciuto!


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Stefan Tomasi ha un account Twitter che vi invitiamo a seguire (@lucesia99).

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